Avventisti & Testimoni di Geova (...e massoneria)
William Miller (Pittsfield, 15 febbraio 1782 – Hampton, 20 dicembre 1849) è stato un teologo e filosofo statunitense, ed è stato la figura più importante di quel filone escatologico cristiano che nel periodo 1830-1840 caratterizzò il fervore religioso degli Stati Uniti d'America, e che sarà conosciuto con il nome di Avventismo. In particolare, l'insieme dei suoi insegnamenti assumerà il nome di Millerismo, ed i suoi seguaci sono conosciuti con il nome di milleriti.
Al giorno d’oggi, sono numerosi gli eredi spirituali di W. Miller, molti dei quali hanno poi sviluppato con il tempo teologie proprie che si differenziano profondamente l’una dall’altra. Tra i tanti eredi possiamo annoverare diverse grandi confessioni religiose, tra le quali sei in particolare spiccano per importanza: la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno fondata nel 1863 e alle cui origini si trova il ministero profetico di Ellen G. White, gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma (nati nel 1925), nel 1954 la Chiesa avventista del riposo sabatico, i Davidiani (nati nel 1955), la Chiesa Cristiana Avventista (nata in Salem, nel Massachusetts, dalla fusione dell’Unione della Vita e dell’Avvento di George Storrs con l’Associazione Cristiana Avventista) e poi nel 1974 la House of Yahweh di Yisrayl Hawkins. Mentre tra i movimenti che hanno trovato ispirazione nella predicazione di Miller, e dalla Chiesa Cristiana Avventista, ricordiamo gli Studenti biblici di Charles Taze Russell (il fondatore degli attuali Testimoni di Geova), così come Il libro di Urantia di William S. Sadler (24 giugno 1875 – 26 aprile 1969) che è stato uno psichiatra statunitense avventista che ha contribuito a pubblicare il libro di Urantia.
Biografia
William Miller nacque il 15 febbraio 1782 in Pittsfield (Massachusetts) da William Miller (un capitano dell’Esercito che diede al figlio il proprio nome di battesimo) e da Paulina Phelps (figlia di un noto predicatore battista). Morì il 20 dicembre 1849 ad Hampton, nello Stato di New York.
A 4 anni la sua famiglia si trasferì ad Hampton, un’area rurale dello Stato di New York. Fu educato nella casa materna fino a 9 anni, per poi frequentare l’allora nascente istituto scolastico East Poultney District School. Benché non abbia svolto studi di tipo universitario, la voglia di conoscenza e l’interesse per lo studio lo seguiranno per tutta la vita. Nel 1803, Willian Miller sposò Lucy Smith e si trasferì nella sua città natale, nei pressi di Poultney nel Vermont, dove acquistò una fattoria dedicandosi professionalmente alle attività agricole.
Guerra del 1812
Willian Miller prese parte alla guerra del 1812, partecipando anche alla celebre battaglia di Plattsburg, che vide l'esercito statunitense avere la meglio su quello inglese nonostante la grande disparità di forze in campo. Terminato il servizio militare nel giugno 1815 con il grado di capitano, dopo pochi mesi tornò nuovamente ad Hampton, nello Stato di New York.
La conversione
Una serie di fattori tra cui la morte del padre e della sorella e i drammatici ricordi di guerra contribuirono ad innescare un delicato percorso esistenziale che si concluse con il riavvicinamento alla Chiesa Battista, benché probabilmente non avesse rinunciato definitivamente al credo deista, facendolo convivere per qualche tempo con il cristianesimo. Da questo momento lo studio della Bibbia e la ricerca della verità non lo abbandoneranno più e i temi escatologici saranno al centro delle sue speculazioni. Possiamo dire che il periodo che va dal 1816 al 1823 è incentrato a studiare (Bibbia alla mano) i concetti di "Fine dei Tempi" e del "Secondo Avvento di Gesù".
La notorietà
Fino ai primi anni ‘30 del XIX secolo W. Miller resta un personaggio sconosciuto ai più. La sua prima lettura pubblica risale probabilmente al primo sabato dell'agosto 1831 nella città di Dresdan. Una data importante può essere considerata il 15 agosto 1832 quando inizia a pubblicare una serie di 16 articoli sul giornale battista Vermont Telegraph che in poco tempo gli permetteranno di essere conosciuto da una ampia fascia della popolazione riscuotendo un certo consenso di pubblico.
Forte della popolarità acquisita, nel 1834 pubblica una sinossi dei suoi insegnamenti in un trattato di 64 pagine. La successiva conoscenza di Joshua Vaughan Himes, un pastore di una chiesa di Boston nonché serio editore accrescerà la sua visibilità: il 28 febbraio 1840 appare il suo primo articolo nel quindicinale Segni dei Tempi, rivista a tutt'oggi esistente. Nel frattempo cominciano a nascere numerose pubblicazioni indipendenti a favore degli insegnamenti di W. Miller, il quale è ormai occupato a percorrere in lungo e in largo tutto il paese facendo comizi, incontri e sermoni in un crescendo di consensi anche al di fuori del continente americano.
Deismo e massoneria
Stabilitosi con la famiglia a Poultney, pian piano si avvicinò al Deismo (benché fosse un battista) immergendosi nella lettura di Voltaire, David Hume, Thomas Paine ed Ethan Allen, e strinse forti legami con la locale loggia massonica Morning Star, che gli valsero importanti incarichi pubblici ed anche qualche opportunità di crescita economica. Ben presto divenne una persona relativamente benestante, e contestualmente anche uno degli uomini più influenti della città di Poultney. In merito alla sua militanza nella Massoneria non si conosce molto, ad eccezione di pochi riferimenti biografici ad opera soprattutto dell’estimatore Sylver Bliss, che nel 1853 gli dedicò una biografia ove Willam Miller (elencato come Capitano Miller) viene poi dato come uno dei primi gran maestri di Morning Star Lodge No.27. Questa loggia massonica si dice che sia stata "organizzata in Poultney prima del 1800 anche se la data esatta non è nota."
Nella recente biografia di David L. Rowe: "William Miller e la fine del mondo God's Strange Work" (William Miller and the End of the World, Eerdmans: 2008) viene fornita un'ampia documentazione dei collegamenti massonici di William Miller, notando che ha partecipato a un incontro come un giovane apprendista massone il 4 marzo del 1798 ha aderito al Morning Star Lodge in Poultney e alla fine è salito al rango di Gran Maestro.
L’attesa del Secondo Avvento e la Grande Delusione
Negli Stati Uniti, i primi decenni del XIX secolo sono caratterizzati da un clima di fermento religioso con pochi precedenti, e W. Miller può benissimo essere considerato un rappresentante dei suoi tempi. Gli storiografi attribuiscono un'importante rilevanza storica alle previsioni di W. Miller, con un conseguente considerevole impatto sulla cultura religiosa contemporanea americana (e non solo).
Già a partire dal 1818 W. Miller aveva maturato la convinzione che il "Secondo Avvento di Gesù" sarebbe avvenuto tra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo 1844. Il fondamento della sua convinzione era incentrato sul capitolo 8, versetti 13 (domanda) e 14 (risposta) del Libro di Daniele: 8,13 "Allora intesi un Santo che parlava e un altro Santo disse a quel tale che parlava: <<Fino a quando durerà la visione: il sacrificio perpetuo rimosso, l’empietà devastatrice che vi è stata installata e il santuario e la milizia conculcati?>>." 8,14 "Gli rispose: <<Ancora duemilatrecento sere e mattine! Allora sarà fatta giustizia al santuario!>>."
Il punto di partenza del computo era rappresentato dal settimo anno del regno di Artaserse I di Persia, cioè il 457 a.C., e, adottando il principio del giorno-anno, ad ogni giorno profetico fu attribuito il valore di un Anno solare. Dopo l’insuccesso della previsione, la data viene spostata al 18 aprile 1844, adducendo come possibile causa d’errore l’utilizzo del calendario ebraico non corretto (il Rabbinico in luogo dell’appropriato caraita). Ma anche questa previsione non si avverò. In un clima sempre più acceso, nell’agosto del 1844 un sostenitore di W. Miller, Samuel S. Snow, al camp-meeting di Exter nel New Hampshire cogliendo di sorpresa lo stesso W. Miller presenta un messaggio noto come "Messaggio del settimo mese" e/o "messaggio del vero grido di mezzanotte", che, basandosi sempre su Libro di Daniele 8,14 e sul calendario ebraico caraita, sostiene che Gesù si sarebbe rivelato al mondo "il decimo giorno del settimo mese" dell’anno in corso, ossia tra i giorni 22 e 23 ottobre 1844. All’alba del 23 ottobre 1844 quando il sole si leva senza che alcunché di visibile sia accaduto, è chiaro a tutti che la previsione di Samuel S. Snow e W. Miller è errata. Quest’ultima esperienza è conosciuta con il nome di "Grande Delusione" (in inglese Great Disappointment). Lo studioso Richard Lehmann nel suo libro Les Adventistes de suptième jour (Editions Brèpols, 1987, pagg. 12-13), sostiene che W. Miller, senza saperlo, sviluppò a modo proprio le convinzioni già espresse da altri, quali il gesuita Manuel Lacunza, il giurista messicano presso il tribunale dell’Inquisizione Gutierry de Rozas, il pastore anglicano e poi battista R. Scott, ed il missionario britannico J. Wolff.
Il post-22 ottobre 1844
Dopo la Grande delusione del 22 ottobre 1844, molti dei seguaci di W. Miller si allontanarono, mentre una buona parte di essi (verosimilmente la maggioranza), una volta superato lo shock, cercarono di trovare una soluzione e/o una giustificazione razionale all’errore. Il 29 aprile del 1845 nella città di Albany si tiene uno dei più importanti meeting nella storia dell’avventismo post-ottobre 1844, alla quale partecipano praticamente tutti i principali leader del movimento: Himes, Elon Galusha, Josiah Litch e Sylvester Bliss, nonché lo stesso W. Miller. La Conferenza generale di Albany (New York), che ha avuto inizio nel 1845, è stata uno dei principali gruppi che hanno provocato la nascita della Chiesa Cristiana Avventista.
Fondamentalmente furono due le principali forme di risposta alla Grande Delusione che i Milleriti seppero elaborare. La prima forma di risposta (adottata poi dalla Chiesa Cristiana Avventista, nata dalla fusione dell’Unione della Vita e dell’Avvento di George Storrs con l’Associazione Cristiana Avventista) afferma semplicemente che l’attesa era giusta e la data sbagliata.
La seconda forma (adottata poi dalla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno) afferma che il giorno era corretto, ma errato era l’oggetto dell’attesa. Il maggiore sostenitore di questa risposta fu Hiram Edson (1806). Mentre il fondatore della Fede Baha'i, Bahá'u'lláh, affermava di rappresentare lui stesso il Ritorno di Cristo come pure di rappresentare le aspettative di altre religioni portando anche prove della Fine del mondo e della Sua posizione al riguardo. L'affermazione della Fede Baha'i coincide con la profezia di William Miller, che indica l'anno 1844. Per i bahá'í di provenienza cristiana, Bahá'u'lláh adempie le promesse del Cristo di "ritornare nella Gloria del Padre" e come "un ladro nella notte." La data del 1844, anno di fondazione della Fede, si lega a numerose profezie cristiane. I bahá'í, per esempio fanno notare che l'Africa Centrale fu aperta alla Cristianità intorno al 1840 e che quell'evento fu ampiamente commentato come l'adempimento della promessa del Cristo di ritornare dopo che "il Vangelo fosse stato predicato a tutte le nazioni." I bahá'í vedono negli insegnamenti di Bahá'u'lláh l'adempimento della promessa di Cristo di riunire tutte le genti così da divenire "un solo gregge" sotto "un solo pastore."
Il 27 giugno del 1844 - Joseph Smith, il fondatore del Mormonismo, viene ucciso a Carthage. Relativamente a particolari attese della fine dei tempi, è stato argomentato che la battaglia di Armageddon è già avvenuta e che i martirii di massa previsti per la fine dei tempi siano già avvenuti nel contesto storico della Fede Baha'i.[1] Il Dr. Joseph Wolff (1795) è stato un grandissimo missionario ebreo tedesco convertito a Gesù Cristo. I suoi viaggi sponsorizzati dalla Società Biblica per le Sacre Scritture di Londra furono per lo più alla ricerca delle Dieci tribù perdute d'Israele. Portò il messaggio di Cristo in ben 14 lingue in tutto il mondo. Evangelizzando il secondo avvento di Cristo e distribuendo materiale biblico in molte lingue come Bibbie, Nuovi Testamenti e porzioni di essa. Avvicinò a Cristo giudei, cristiani e Musulmani. Questo al tempo che William Miller predicò il ritorno di Cristo per il 22 ottobre 1844 secondo la profezia di Daniele 8:14.
(Fonte: Wikipedia)
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Miller, William (1782-1849) e millerismo o avventismo
Premessa
Nella prima metà dell'800 la parte occidentale dello stato di New York fu conosciuta come Burned over District o Burnt District (distretto bruciato), secondo un termine coniato dall'evangelista Charles Grandison Finney (1792-1875), perché c'erano state così tante conversioni in occasione dei moltissimi revival religiosi, che si tennero nella zona durante il Second Great Awakening (Secondo grande risveglio), da non avere più combustibile da bruciare, cioè una maniera simbolica per dire che non c'erano più potenziali fedeli da convertire! In quest'area, a parte i seguaci di William Miller di cui si parlerà in questa scheda, nacquero altre nuove denominazioni religiose come i Mormoni, gli Shakers setta di Jemima Wilkinson, la Comunità di Oneida e la setta di Jemima Wilkinson, e apparvero diversi spiritisti come le sorelle Fox - fondatrici del movimento spiritualista americano - che nel 1848 affermarono di parlare con i morti.
I primi anni
Il predicatore americano William Miller nacque il 15 febbraio 1782 vicino a Pittsfield, nel Massachusetts, da una famiglia contadina, che si trasferì poco dopo nella parte occidentale dello stato di New York, quindi proprio nel sopraccitato Burned over District. Miller partecipò alla guerra tra Stati Uniti e Gran Bretagna del 1812 e questa dolorosa esperienza provocò in lui una crisi religiosa, cui il suo credo deista non era in grado di dare delle risposte. Decise quindi, in seguito ad un revival religioso nel 1816, di abbandonare la sua fattoria a Poultney Village, nel Vermont, e di convertirsi al battismo nel 1818 e impiegò i successivi 14 anni a studiare la Bibbia e, in particolare, le profezie in essa contenute, accettando alla lettera le loro previsioni, soprattutto quelle inerenti alla parusìa (la Seconda Venuta di Cristo).
La dottrina millenarista
Nel 1832 Miller iniziò un tour di predicazione, nel quale spiegò la sua dottrina millenarista portava a credere che l'Avvento di Cristo sarebbe stato nel 1843, che lo Il suo calcolo riprendeva quelli del pastore riformato tedesco Johann Petri (1718-1792), che aveva dedotto dal libro del profeta Daniele (passi 8,14 e 9,24) un periodo di 2300 anni, dal 453 a.C., quindi 2300 meno 453 fa 1847, data prescelta da Petri per la fine del mondo. Per Miller invece i calcoli iniziavano invece dal 457 a.C., anno in cui il re Artaserse I di Persia (464-424) autorizzò la ricostruzione di Gerusalemme, come riportato dal libro d'Esdra 7,12-26. Da queste riflessioni si otteneva l'equinozio di primavera (21 marzo) del 1843, ma, a parte il passaggio di una cometa tra il 28 febbraio ed il 1 aprile, non successe niente di particolare. Miller si accorse allora di un'imprecisione nei suoi calcoli: il calendario gregoriano non aveva l'anno zero, quindi corresse la sua previsione per il 1844, sempre al 21 marzo. Passata pure questa data inutilmente, Samuel Snow (1806-1870), un seguace di Miller, suggerì che dal passo del profeta Abacuc 2,3: "È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà", si poteva dedurre un certo ritardo, quantificabile in 7 mesi e 10 giorni, che avrebbe portato la data al 22 ottobre 1844 (la data nel 1844 del Yon Kippur, importante festività ebraica).
I milleriti o avventisti
Ormai erano tra 50.000 e 100.000 (anche se alcuni testi parlano di "milioni" di persone nel mondo influenzate da queste idee di Miller) le persone convertite alle dottrine millenariste di Miller, che dal nome del predicatore si denominavano milleriti o più comunemente conosciuti oggi come avventisti, perché attendevano l'avvento di Cristo: diversi di loro abbandonarono o vendettero le loro proprietà per predicare il Vangelo in quelli che loro credevano essere gli ultimi giorni del mondo. Tuttavia, la mattina del 23 ottobre, tutti si accorsero che Gesù Cristo non era affatto apparso nella data profetizzata e i milleriti provarono quindi quello sconforto, denominato "La Grande Delusione": parecchie migliaia abbandonarono la causa di Miller.
Altri suoi seguaci giustificarono, tuttavia, il mancato appuntamento con il fatto che, secondo la profezia, era successo un evento eccezionale in Cielo. Per esempio, divenne popolare la spiegazione fornita da Owen Russell Loomis Crosier (1820-1913), nel febbraio 1846, che fino a quel giorno Gesù aveva svolto il Suo ministero nel tabernacolo celeste, intercedendo per l'umanità, ma che da quella data si era trasferito nel Sancta Sanctorum e che la porta della salvezza era stata irrimediabilmente chiusa (dottrina della "porta chiusa") e soltanto coloro che avevano creduto nel messaggio millerita avrebbero potuto salvarsi.
Eppure lo stesso Miller, che fu espulso dalla Chiesa Battista - e i suoi seguaci riuniti nell'Associazione Cristiana Avventista - continuò ad aspettare inutilmente la parusìa e morì il 20 dicembre 1849 a Hampton, nello stato di New York.
Altre dottrine seguite dalle chiese d'ispirazione avventista
Prima di elencare le chiese che presero ispirazione dalle profezie di Miller bisogna soffermarsi brevemente sulle altre dottrine che, contemporaneamente al millerismo, si consolidarono e spesso fecero parte del corpus dogmatico e delle abitudini di queste chiese:
- Sabbatarianismo (o sabatismo): il concetto secondo il quale il sabato (il settimo, secondo la Genesi) è il giorno prescelto per il riposo, dove l'uomo, come già aveva fatto Dio, doveva rigorosamente astenersi da qualsiasi lavoro manuale. Presente sporadicamente nei primi secoli del Cristianesimo, questa dottrina ritornò in auge nell'Inghilterra del XVII secolo, portatavi dagli unitariani dell'Europa orientale. Tra i dissidenti religiosi - emigrati dall'Europa in America nella prima metà del XVIII secolo - si segnalano i Battisti Tedeschi del Settimo Giorno di Johann Conrad Beissel, le cui idee sabbatariane influenzarono vari pensatori avventisti come Joseph Bates (1792-1872), autore del trattato Seventh-day Sabbath (Il sabbath del settimo giorno), e John Nevins Andrews (1829-1883).
- Condizionalismo (o immortalità condizionata dell'anima): secondo cui l'anima, dopo la morte, entra in uno stato di sonno da cui si risveglierà solo al momento della parusìa, quando solo alle anime dei giusti toccherà l'immortalità, mentre quelle dei malvagi, fatte risorgere dopo il regno millenario di Gesù Cristo, saranno distrutti dal fuoco assieme a Satana. Curiosamente questa dottrina ha un inaspettato precursore: Papa Giovanni XXII , che nel 1331 aveva incautamente dichiarato che le anime dei morti in grazia di Dio avrebbero goduto della "visione beatifica" non subito dopo la morte, come affermava la tradizione cristiana, ma solo alla resurrezione dei morti e che, nell'attesa, essi avrebbero dormito godendo del conforto di Cristo "sotto l'altare". Fu smentito da un'affermazione in senso tradizionale dell'Università della Sorbona a Parigi. Nel XIX secolo il condizionalismo ebbe un revival con i popolari (200.000 copie vendute) Sei Sermoni di George Storrs (1796-1879) ed entrò a far parte della dottrina avventista.
- Il Nome Sacro di Dio (Sacred Name): secondo il quale Dio ha un nome sacro (Yahweh o Geova) e questo deve essere obbligatoriamente utilizzato e pronunciato se si vuole conseguire la salvezza.
- Precetti alimentari: alcuni avventisti seguono la legge di Mosè per quanto concerne la proibizione di consumare carni di maiale e in generale cibi impuri (spesso i fedeli di questi gruppi diventano vegetariani). Inoltre si astengono dal consumo di tabacco, alcool, caffè e tè.
- Anglo-israelismo: curiosa teoria, seguita da alcuni gruppi, tesa ad identificare USA e Gran Bretagna (ma anche altre nazioni dell'Europa Occidentale) come discendenti delle tribù perdute d'Israele (rispettivamente Manasse ed Efraim).
Le chiese avventiste e sabatiste dopo la morte di Miller
Dopo la Grande Delusione, gli avventisti si divisero man mano in diverse denominazioni e chiese:
- Evangelical Adventists (Avventisti Evangelici): Uno dei primi gruppi milleriti, che - maggioritario negli anni '40 e '50 del XIX secolo - rifiutò nuovi calcoli per la parusìa e rigettò le altre dottrine avventiste (sabbatarianismo, condizionalismo, Nome Sacro e pratiche giudaizzanti), ma, non avendo grandi differenze rispetto ai gruppi protestanti "storici", ne fu gradualmente riassorbito fino a scomparire.
- Advent Christian Association (Associazione Cristiana Avventista), fondata nel 1860 a Salem, nel Massachusetts da un gruppo di seguaci più stretti di Miller, più inclini a riformulare una nuova data per la parusìa. I principali fondatori furono Charles F. Hudson (1795-1881) e George Storrs, autore dei Sei Sermoni, sotto l'influenza di Jonathan Cummings (1785-1867), un autorevole discepolo di Miller, che aveva ricalcolato la data dell'avvento di Cristo per il 1854. Ma anche quest'ultima data passò senza un nulla di fatto e quindi fu fissata un'ulteriore nuova scadenza per il 1874 da parte di un gruppo, denominato The Midnight Cry (Il grido di mezzanotte), che faceva capo a Nelson Homer Barbour (1822-1906), il quale spiegò l'ennesima mancanza della fine del mondo con il fatto che, proprio perché era vicina la parusìa (la sua nuova previsione era per il 1914), era iniziato un periodo di presenza invisibile di Cristo in Terra per preparare il gruppo dei suoi eletti all'evento finale. Uno dei più stretti collaboratori di Barbour fu Charles Taze Russell, fondatore di un gruppo di Studenti Biblici, che nel 1931 avrebbe preso il nome con il quale è noto oggi in tutto il mondo: Testimoni di Geova .
- Life and Advent Union (Unione della Vita e dell'Avvento) fondata anch'essa nel 1863 da Storrs, predicatore molto attivo e artefice, come si è detto, della popolarità della dottrina condizionalista in ambiente avventista. Nel 1964 la Advent Christian Association e la Life and Advent Union si fusero nella Advent Christian Church (Chiesa Cristiana Avventista) (sito: http://www.adventchristian.org), che oggi conta circa 30.000 fedeli e che professa l'imminente parusìa, il condizionalismo, l'infallibilità della Bibbia e il battesimo per immersione totale, ma non il sabbatarianismo, i precetti alimentari della legge mosaica e le profezie di Ellen White.
- La chiesa più consistente della galassia avventista è, senz'altro, quella dei Seventh-day Adventists (Avventisti del settimo giorno), che prese avvio dal gruppo inter-denominazionale nel 1855 in Washington, nel New Hampshire, fondato dal sabatista Joseph Bates, da James White (1821-1881), anch'egli di convinzioni sabatiste, e dalla moglie di quest'ultimo, Ellen Gould Harmon White (1827-1915), che poi sarebbe diventata la vera leader di questa denominazione. L'attuale nome le fu data durante la prima conferenza generale, tenuta nel maggio 1863.
- Church of God (Seventh-day) [Chiesa di Dio (Settimo giorno)], nata da una scissione di avventisti, capeggiata da Gilbert Cranmer (1814-1904), raccolti intorno alla rivista "The Hope of Israel" (La speranza di Israele) e che non accettavano le profezie di Ellen White. La caratteristica della chiesa è l'osservanza di precetti giudaizzanti, come la proibizione di cibi impuri e il rifiuto di festività cristiane.Tra i vari scismi che dovette subire il più importante fu quello di Herbert W. Armstrong (1892-1986), che fondò nel 1933 la Radio Church of God (Chiesa radiofonica di Dio), che cambiò il nome in Worldwide Church of God (Chiesa di Dio Universale) nel 1968.
- Sacred Name Movement (Movimento del Sacro Nome): Tra le denominazioni avventiste sabatiste giudaizzanti spesso anglo-israeliti si possono annoverare alcuni minuscoli gruppi (in tutto probabilmente non più di 5/7.000 aderenti), originariamente generati dalla Chiesa di Dio (Settimo giorno) e che seguono la dottrina del Sacro Nome, includendo sistematicamente la traslitterazione inglese Yahweh (o Yahvah) del tetragramma ebraico YHWH nella propria intestazione.
(Fonte: http://www.eresie.it)

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